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politica interna
14 novembre 2008
No alla legge ammazzablogger
Free Blogger

Per la libertà di espressione in rete, massima conquista dei nostri tempi, contro tutti i tipi di bavaglio.

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permalink | inviato da Giovanni Greco il 14/11/2008 alle 6:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
14 ottobre 2008
In memoria di Jörg Haider: riflessioni sulla politica

 
Al di là del fatto umano in sé di una vita prematuramente spezzata, ed al di là delle motivazioni e dei possibili complotti, vista anche la statura del personaggio che non era una semplice macchietta alla Le Pen ma un grande leader, apprezzato da destra e da sinistra come persona concreta e proiettata nel futuro, penalizzato da periodiche uscite nostalgiche ispirategli sicuramente dai suoi genitori ex nazisti, si impone una riflessione su un certo modo di guadagnare consenso da parte dei politici delle nuove destre dando spazio a chi contesta il sistema, anche a ragione, ma guardando a modelli apertamente incompatibili con le Costituzioni dei paesi dove queste destre si propongono.
È certamente una caratteristica positiva delle democrazie prevedere un certo grado di tolleranza verso gli intolleranti, soprattutto attraverso la rappresentazione parlamentare, ma altrettanto certamente non è accettabile che gli intolleranti o coloro che li rappresentano possano con autorevolezza occupare posti di comando e responsabilità in un paese democratico.
Haider, analogamente a Fini e Bossi in Italia e Le Pen in Francia, ha cavalcato la tigre della xenofobia e del razzismo per avere i numeri ed il peso politico conseguente per incidere anche positivamente nella politica del suo Paese, tentando poi di emarginare le componenti più estremiste del suo partito prendendone le distanze.
Francamente mi sembra un modo un po’ troppo spregiudicato di concepire la politica.
Il leader politico a mio avviso deve cercare di dialogare con gli estremisti più vicini alla propria parte politica mettendo però quei paletti rigidi che derivano dalla Costituzione del suo Paese e dai valori fondativi che di essa sono alla base.
Lo stesso discorso deve valere anche a sinistra, riconoscendo che il comunismo può solo essere una ispirazione per una politica che va attuata nel presente contesto mondiale (economico, politico, culturale) e non un progetto di sistema radicalmente alternativo non compatibile con la realtà.
Troppo facile cercare i consensi e poi dimenticarsi dell’elettorato di riferimento.
Come può Alemanno parlare di sicurezza e di rispetto per il diverso se lui stesso è stato coinvolto, anche se assolto, in episodi di intolleranza?
Come può Berlusconi combattere la mafia e asserire che il suo ex stalliere Mangano è un eroe?
Che autorevolezza può avere un Cuffaro nel combattere la mafia?
Come può Maroni mantenere l’ordine interno se la sua forza politica è stata fra le più indisciplinate in Parlamento, e lui stesso è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale?
Aggiornamento 29 marzo 2009: ho trovato questo interessante link su inquietanti ipotesi sulla fine di Haider.

POLITICA
28 agosto 2008
Difendiamo la Costituzione
 Oppure almeno il suo spirito
Giù le mani dalla costituzione



permalink | inviato da Giovanni Greco il 28/8/2008 alle 23:8 | Versione per la stampa
POLITICA
1 agosto 2008
Italia dei Valori unica opposizione...



permalink | inviato da Giovanni Greco il 1/8/2008 alle 22:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
30 luglio 2008
Berlusconi, ci consenta...



permalink | inviato da Giovanni Greco il 30/7/2008 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
5 giugno 2008
Politica e Giustizia: considerazioni

Leggo oggi su E-Polis Torino la notizia dell'assoluzione di Vaciago dalle accuse di truffa durante la gestione del Toroc.
L'articolo, di Jacopo Norfo, intitolato "Vaciago assolto: non era truffa il sindaco esulta e la Lega attacca", è riportato di seguito:

"C'era un'ombra troppo grande che aleggiava su Vaciago e sull'intero Palazzo Civico torinese. Un'ombra che ieri è stata spazzata via da una sentenza. Il city manager di Torino, Cesare Vaciago, è stato assolto infatti in Tribunale dall’accusa di truffa per una vicenda legata al periodo in cui era direttore generale del Toroc, il comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali del 2000. Il pubblico ministero Cesare Parodi aveva chiesto, per lui, un anno di reclusione. La sentenza del GUP Cristina Domaneschi riguarda altri cinque personaggi. Al centro del processo c'era su tutto un finanziamento a fondo perduto di un milione e 350 euro per la ristrutturazione del Grand Hotel Principi di Piemonte di Sestriere. Il proscioglimento del city manager di Torino Cesare Vaciago non può che rendere felici tutti gli amministratori locali, al di là del loro colore politico”. È stato questo il primo commento di Osvaldo Napoli, vicecapogruppo del Pdl alla Camera. «Questa sentenza - dice Napoli - dimostra per la prima volta che il gup, nel giudicare, ha tenuto conto del fatto che l'indagato, pur essendosi mosso al confine della legge, ha agito nell’interesse pubblico e con moralità ineccepibile, e per questo è stato assolto». Parole pesanti di commento a questa decisione del Tribunale sono state invece espresse da Mario Carossa, capogruppo della Lega Nord: «Le parole del procuratore capo Maddalena mi rincuorano e mi sono d’aiuto per riconciliarmi con la giustizia - afferma il leader del Carroccio - mi rincuora il ricorso in Cassazione annunciato da Maddalena. Mi aveva, infatti, alquanto amareggiato l’assoluzione del city manager Cesare Vaciago. Il messaggio che passa, a mio parere, ai cittadini è inammissibile: una giustizia forte con i deboli e molto debole con i potenti». Ben diverso il parere del sindaco Chiamparino: «L'assoluzione di Vaciago significa che in Italia si può contare ancora sulla giustizia, per questo sono davvero molto contento. Qualcuno invece anche in privato dovrebbe chiedere scusa al city Manager». Quasi una frecciata all'attacco della Lega."

Le considerazioni della Lega sulla giustizia sono condivisibili, ma il punto sembra essere un altro. Osvaldo Napoli del PdL, che dovrebbe fare opposizione ad una giunta che comunque ha agito in molte occasioni in modo quanto meno discutibile, difende l'operato del City manager nonostante il ricorso del procuratore Maddalena (che non mi sembra un procuratore d'assalto giustizialista) in Cassazione e la presa di posizione degli alleati (?) della Lega Nord. Questo fa pensare ancora una volta come sarebbe estremamente pericoloso per la nostra democrazia un bipartitismo PD - PdL, perchè quando si tratta di coprire la mala gestione della cosa pubblica o le indagini su di essa questi due partiti a presunta vocazione maggioritaria fanno fronte comune contro la società civile e la magistratura.
Meno male che esistono Italia dei Valori e Lega Nord...

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